USA2016

USA2016. Una storia di primarie, una storia di democrazia, una storia di comunicazione e di lobbying

American politics: dove nascono gli eroi. Il video delle primarie del 2008

E’ tutta una questione di Primarie…

Proveremo a seguire le primarie  in USA, settimana per settimana, con analisi e approfondimenti di quanto sta accadendo oltreoceano: possibili sviluppi ed eventuali conseguenze sul piano internazionale con riflessioni  in termini di comunicazione, lobbying e politica. Lo farà Alessandro Fiorenza, uno di noi, uno della della Running Academy.

L’abbecedario delle primarie #USA2016

Le primarie americane coprono un arco lungo circa sei mesi, dai caucus dell’Iowa di inizio febbraio fino alle convention dei partiti che si terranno nella seconda metà di luglio. Un processo lungo e complesso, nel quale è a volte difficile sapersi orientare.

Caucus in Iowa: vincitori e vinti

E’ tutta una questione di aspettative. Se per mesi  sei stato in testa ai sondaggi, praticamente vincitore certo in ogni rilevazione dall’inizio della campagna elettorale, a volte con percentuali tali da far prevedere distacchi considerevoli nei confronti degli avversari, e poi il giorno dei caucus in Iowa non solo non vinci, ma arrivi a tanto così da scivolare terzo, hai perso.Donald Trump, il primo sconfitto del 2016”, titola Politico, e le ragioni sono tutte qua.

Le primarie in New Hampshire: un Sanders alla Sarri

Questa volta va tutto secondo le previsioni. Sondaggi rispettati e Donald Trump (35%) è primo in New Hampshire, con un distacco di ben 20 punti percentuali sul secondo classificato. Dopo la sconfitta in Iowa della scorsa settimana, arrivata nonostante avesse dominato la scena tra i repubblicani praticamente per tutta la durata della campagna…

Una Clinton “Allegri” e un Trump zemaniano

Hillary Clinton vince i caucus del Nevada, ed è la sua prima e chiara vittoria nelle primarie 2016. Il distacco inflitto all’avversario non è ampio, per la verità, e si attesta attorno al 5%. Meglio che in Iowa, comunque, dove l’ex Segretario di Stato aveva vinto con poco distacco e il suo avversario, Bernie Sanders aveva, invece, ottenuto un risultato superiore alle aspettative che lo ha lanciato verso la successiva e netta affermazione in New Hampshire

Un Trump con i trampoli ma occhio allo sgambetto di Rubio

“Sono stato tra i primi a non crederci, ma ora non vedo come Trump possa perdere. È molto lunga e con lui non si sa mai, ma cosa può capitare?” Così, Christian Rocca, direttore di IL, mensile del Sole24Ore ed esperto di politica americana, descrive con poche ed efficaci parole la situazione del Partito Repubblicano alla vigilia del Super Tuesday, e lo sconcerto degli osservatori di fronte a quella che sembra un’avanzata inarrestabile verso la candidatura ufficiale per le elezioni presidenziali dell’8 novembre.

Un Super Trump e una Wonder Hillary

It’s a Super Trump, it’ s a Super  Tuesday. E’ la sua giornata. E’ il suo momentum. Per Donald Trump, il Super Tuesday rappresenta un passo decisivo verso la vittoria finale: ormai non vi sono più dubbi, è lui il frontrunner delle primarie repubblicane, e da qui in poi sarà molto difficile, per i suoi avversari, riuscire ad impedirgli di ottenere la nomination.

USA cocktail: Manhattan Trump o Long Island Hillary?

Continua la corsa dei candidati americani verso la nomination per le elezioni presidenziali del prossimo Novembre. Dopo il Super Tuesday, vinto da Donald Trump e da Hillary Clinton, repubblicani e democratici sono tornati al voto in diversi stati, con primarie e caucus che hanno anche riservato qualche sorpresa. Ma andiamo con ordine.

Waiting for New York

I figli di Donald Trump non voteranno per il padre alle primarie di New York. John Kasich è rilevato dai sondaggi come il repubblicano con maggiori possibilità di contendere ai democratici l’elezione alla Casa Bianca, ma ormai per lui è matematicamente impossibile riuscire a raggiungere la maggioranza dei delegati. Un GOP nel panico spera di evitare che l’unica alternativa a Trump sia Ted Cruz, ma le prospettive di una convention aperta sono in realtà piuttosto difficili.

Hillary e Donald: la Grande Mela ha scelto loro

Gli elettori di New York hanno scelto: Hillary Clinton si afferma la favorita dei democratici e Donald Trump dei repubblicani. E se la vittoria dei due frontrunner nel proprio home state non rappresenta il passo definitivo verso la matematica conquista della nomination, di certo ci va molto vicino, contribuendo a ridurre in maniera evidente le possibilità di avversari di contendere loro la leadership dei partiti alle prossime elezioni presidenziali.