Sindrome Nimby e Dibattito Pubblico. Cosa fare per migliorare le decisioni e comunicarle in modo efficace

Sindrome Nimby e Dibattito pubblico: 2 facce della stessa medaglia. Secondo i dati presentati in occasione della nona edizione del Nimby Forum®, in Italia ci sono 336 infrastrutture e impianti oggetto di contestazioni.

Termovalorizzatori, discariche, centrali a biomasse, inceneritori, infrastrutture autostradali e ferroviarie: tutte opere che diventano oggetto di contestazione nei territori in cui dovrebbero realizzarsi. Le ragioni di queste opposizioni sono varie, ma una buona parte di esse si può ricondurre ad un fenomeno noto come sindrome NIMBY, Not In My Back Yard (Non Nel Mio Cortile).

Per prevenire queste opposizioni è essenziale pensarci prima e  programmare opportune azioni di comunicazione e coinvolgimento che rendano chiare, oltre alle criticità, anche le opportunità che la realizzazione dell’opera può portare al territorio e ai suoi abitanti.

È un processo basato sul dialogo, sulla trasparenza e sulla condivisione che costruisce relazioni di maggiore fiducia tra l’impresa/ente proponente, il progetto e il territorio con l’obiettivo di rendere i cittadini partecipi delle decisioni. Ciò è possibile con il coinvolgimento, nel processo decisionale, di attori politici, comitati di cittadini, associazioni ambientaliste e media attraverso l’organizzazione di un “Dibattito pubblico”, una modalità di discussione e informazione su grandi interventi che riguardano il territorio e che prende ispirazione dall’esperienza della Commission National du Débat Public attiva in Francia dal 1996.

Solo in questo modo eventuali scelte potranno essere perseguite con efficacia e tempestività in quanto “condivise” in fase decisionale e non contestate a posteriori, in fase di realizzazione, perché realizzate nel “proprio giardino di casa”. Grazie a questo modello partecipativo le scelte dei decisori pubblici puntano ad acquisire una legittimazione politica più forte legata a quella democrazia deliberativa che permette di adottare una policy realmente efficace perché strutturata in base alle reali caratteristiche ed esigenze del contesto in cui si inserisce.

Obiettivo del corso è approfondire l’utilizzo di quegli strumenti utili per progettare opere migliori e più adatte al contesto in cui si devono inserire, e prevenire così i conflitti: dalla costruzione del rapporto con il territorio (politica, comitati di cittadini), alla realizzazione di un dibattito pubblico, all’utilizzo dei social network e ai rapporti con i medi locali e nazionali.