A Ragusa ? le elezioni sono un’altra cosa…

Le amministrative si avvicinano in molte città italiane, alcune decisive per la tenuta del Governo nazionale: Milano, Napoli, Torino, Bologna. In questi giorni dicampagna elettorale, a destare l’attenzione dei cittadini sono i manifesti dei candidati e gli slogan che campeggiano in giro per le città. La professionalizzazione della figura del consulente politico e la credibilità del suo lavoro, portano sempre più i diversi candidati a servirsi della creatività e dell’approccio strategico delle agenzie di comunicazione e consulenza politica. Non sempre, però, è così: ne è un esempio Ragusa, capoluogo di provincia siciliano, in cui si voterà tra poco più di un mese.

Le differenze della campagna elettorale che si svolge a Ragusa rispetto a quelle di altri paesi sono molteplici. Guardando i manifesti e lepubblicità elettorali, ciò che risalta è l’assoluta mancanza di professionalità nella cura dellacampagna elettorale: non soltanto a livello di singoli consiglieri comunali ma anche per i candidati sindaci. Così si può assistere agli slogan da megalomanie berlusconiane del candidato PdL, “Ragusa grande di nuovo”, o al “credo” dell’avversario del Pd Sergio Guastella, declinato in diverse tematiche.

Eppure, la campagna del candidato del Pd segna un passo in avanti: la veste grafica, lo slogan, i colori, sono in qualche modo innovativi per il panorama ragusano. In effetti Guastella, partendo da semi-sconosciuto rispetto all’avversario, ha scelto di investire molto in una comunicazione forte e innovativa. Se si volesse, quindi, premiare il candidato sindaco che ha realizzato la migliore campagna, il Partito Democratico avrebbe il suo vincitore.

Scendendo di grado, poi, a livello dei candidati al consiglio comunale, la mancanza di una regia sapiente e strategica si sente più forte. I candidati consiglieri hanno scelto slogan stantii, già sentiti, copiati tra di loro. Oppure (e dato il livello è forse la soluzione migliore) scelgono di non scrivere slogan sul “santino” elettorale limitandosi ad una fotografia (spesso auto scattata) e a scrivere il proprio nome.

Vi sono, infine (è il caso più estremo), candidati consiglieri che puntano sull’ironia e sulla creatività da barzellettiere circense: fotomontaggi improvvisati e slogan in rima che strappano una risata superficiale e lasciano un senso di amarezza e inconcludenza. A Ragusa, in fondo, leelezioni sono un’altra cosa: il voto si gioca ancora sul collegio elettorale, politico e professionale. Ma anche su un “votificio” rappresentato dalla creazione di liste civiche a sostegno di un candidato (quello del PdL è supportato da ben nove liste) e dal proliferare di candidati in una città che conta a malapena 70mila abitanti.

La comunicazione politica, a Ragusa, non trova spazio, se non per sporadiche eccezioni. La campagna del candidato sindaco Pd, Sergio Guastella, sembra aver segnato una svolta positiva nella conduzione della competizione elettorale, dato anche il successo riscosso presso l’elettorato. La chiave, dunque, per un innalzamento della qualità dei manifesti elettorali a Ragusa, è rappresentata dalle nuove generazioni di politici: sconosciuti o poco conosciuti dovranno fare della creatività e della professionalità nella comunicazione politico-elettorale una risorsa fondamentale per ottenere il maggior numero di consensi.

Articolo di Matteo Albania

Condividi:

Dal 2001 Running elabora progetti di formazione rivolti al mondo della politica, delle Istituzioni nazionali e locali, delle associazioni di categoria e delle aziende.

scopri l'academy