Il corso in New politics, New media. Creare consenso per la politica, le istituzioni, le imprese organizzato in collaborazione con Reti, giunto alla sua II edizione, si propone di formare la nuova figura dell’esperto in New Politics e New Media: il professionista dei social network e dell’user generated content, l’esperto che sa comunicare e creare consenso per la politica, le istituzioni e le imprese attraverso il web 2.0 . Il percorso formativo, che inizierà il 5 novembre e terminerà il 18 dicembre, si terrà presso la prestigiosa sede di Palazzo Grazioli e prevede un percorso didattico in cui verranno effettuate sia lezioni frontali che esercitazioni sia project work che simulazioni. L’obiettivo del corso è offrire una conoscenza approfondita dei nuovi media e del web 2.0. e di fornire una vera e propria scatola degli attrezzi, composta dagli strumenti utili a progettare, gestire e verificare le attività di comunicazione politica ed istituzionale e di marketing profit e no profit.
Le principali caratteristiche di questo percorso didattico sono:
un approccio multidisciplinare, grazie al quale saranno analizzati i meccanismi di utilizzo delle tecnologie web di nuova generazione in campo sociale, economico e di comunicazione politica
una attività di laboratorio utile per fornire padronanza e dimestichezza nell’utilizzo di piattaforme, tools e applicazioni web.
Il corso si rivolge a professionisti della comunicazione e delle relazioni istituzionali, della politica e del marketing e a laureati che vogliono specializzarsi ampliando ed approfondendo le proprie competenze professionali. Ai partecipanti ritenuti meritevoli, Running offre borse di studio sino ad un raggiungimento massimo del 50% della quota di partecipazione. Un’apposita commissione effettuerà a proprio insindacabile giudizio, le assegnazioni delle riduzioni sulla base della valutazione dei curricula e dei risultati della prova di selezione.
Martedì 17 novembre
Fonte: http://www.thefrontpage.it/
Piaccia o no, la professione dell’avvocato è una missione. Non un tappabuchi per svogliati e nullafacenti. La riforma dell’ordinamento forense, presentata sotto forma di disegno di legge dal Sen. Pasquale Giuliano, vuole mettere fine al proliferare di una casta ricolma di personale demotivato e inetto e ridare un senso al prestigio di un elemento cardine del sistema giustizia italiano. Per questo il testo prevede soprattutto norme di riforma dell’accesso alla professione, formazione continua e un maggiore raccordo con gli studi universitari.
Come per i medici, chiunque potrà ovviamente diventare avvocato, a patto che dimostri competenze e motivazioni e superi una dura selezione. Chi pensa solamente all’Azzeccagarbugli manzoniano è bene rifletta seriamente.
Il provvedimento sarà in votazione oggi e domani in Commissione Giustizia del Senato, sotto la presidenza di Filippo Berselli, che di questa riforma ha fatto un proprio cavallo di battaglia. Il testo dovrebbe essere licenziato domani per poi passare all’esame dell’Aula e quindi essere trasmesso alla Camera.
Roberto Paglialonga






