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I cambiamenti istituzionali che hanno attraversato l’Italia negli ultimi 15 anni hanno ridisegnato poteri e funzioni delle Istituzioni operanti: dalla Riforma del titolo V al Federalismo fiscale, infatti, le Regioni, le Provincie e i Comuni stanno diventando sempre di più gli attori principali in sede decisionale. Governatori, assessori e sindaci avranno sempre un maggiore potere di indirizzo e di regolamentazione in settori strategici quali istruzione, sanità, energia, ambiente, infrastrutture.

Questi cambiamenti si ripercuotono anche sul modo di relazionarsi che le aziende, le associazioni di categoria, le no–profit hanno sia con le istituzioni italiane che europee. E’ per questo motivo che il mercato del lavoro cerca professionisti in grado di far comunicare con successo pubblico e privato: è questa la professione del lobbista, comunicatore ed esperto delle relazioni istituzionali, capace di connettere in modo trasparente ed efficace gli obiettivi del committente che rappresenta.

Running operante nel settore della formazione dei lobbisti da ormai 10 anni grazie alla collaborazione instauratasi con Reti, la principale società di lobby presente in Italia, fornisce strumenti di lavoro indispensabili per chi vuole diventare un lobbista, quali scrittura di leggi, emendamenti, analisi e studio della legge finanziaria e attraverso il monitoraggio continuo dei provvedimenti comunitari e nazionali, la mappatura dei decisori e l’elaborazione di un position paper Running permette, durante la XX edizione del corso di specializzazione in “Comunicazione e Gestione delle relazioni Istituzionali” di cimentarsi in una vera e propria esperienza di lobby che culmina con delle esercitazioni sul come costruire progetti di Public Affairs. Inoltre verranno analizzati i nuovi strumenti del web quali utili strumenti per creare consenso.

Il master, di 60 ore complessive che si svolgerà presso la prestigiosa sede di Palazzo Grazioli – Roma, inizierà il 06 aprile e terminerà il 21 maggio. Al corso oltre a neolaureati hanno partecipato professionisti che operano in aziende ed associazioni quali Poste Italiane, Enav, Amnesty international, Action Aid International, Cittadinanza Attiva, Ipi – società privata del Ministero Attività Produttive, T-System, Mc Donald’s, Enac, Ance, Monsanto, Conai, Inps, Abbott, Baxter, Stretto di Messina, ACAI, Assonime.

Nella XIX edizione sono intervenuti in qualità di docenti importanti esperti del mondo istituzionale, della comunicazione, dell’economia. Segnaliamo tra gli altri Massimo Rubechi; Consulente della Vicepresidenza della I Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica Saveria Sechi, Ufficio economico Gruppo Parlamentare Camera dei Deputati; Manlio Massei, Funzionario presso il Parlamento Europeo; Stefano Colarieti, Direttore Running S.r.l; Massimo Micucci, Presidente Reti S.p.a; Antonio Napoli, Amministratore Delegato Reti S.p.a; Giovanni Aliverti, Direttore Sviluppo Mercato Settore Pubblico IBM Italia; Emanuele Calvario, Responsabile Ufficio governance Reti S.p.A;  Leo Basagni, Ufficio relazioni istituzionali Autostrade per l’Italia S.p.A.; Malfatti Annalisa, Direttore Affari Istituzionali H3g Italia – Network Vedrò, ; Claudio Velardi, Partner Reti S.p.A. .

Il corso costa 2.000,00 € + IVA ma sono previste delle borse di studio sino ad un raggiungimento massimo del 50% della quota di partecipazione per coloro che saranno ritenuti più meritevoli da una apposita commissione che valuterà i curricula dei partecipanti e i risultati della prova di selezione.

Per i più meritevoli Running promuove stage compatibilmente con la disponibilità delle strutture ospitanti e subordinatamente al superamento del processo di selezione presso le strutture stesse.

Negli ultimi quindici anni in Italia, anche a seguito delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni in alcuni settori strategici (come, ad esempio, il sistema bancario, le telecomunicazioni,le assicurazioni), è aumentata sensibilmente l’attività dei professionisti e delle società che operano nel campo del lobbying e dei public affairs.

Ormai quasi tutte le più importanti aziende, le associazioni di categoria, i sindacati, hanno creato degli uffici interni ad hoc per gestire le relazioni istituzionali oppure si rivolgono a professionisti e società specializzate.

In gioco ci sono interessi, economici e non, molto importanti: una corretta e costante interazione con le istituzioni e le authorities può risultare decisiva per conseguire gli obiettivi dei propri rappresentati o per evitare l’approvazione di normative penalizzanti.

Esiste però un nodo irrisolto: in Italia manca una normativa specifica che disciplini l’attività dei soggetti “portatori di interessi”.

Il vuoto legislativo nella delicatissima materia dei public affairs genera una situazione di estrema incertezza per gli operatori del settore e, inevitabilmente, anche per i rappresentanti istituzionali che devono interfacciarsi con i lobbisti.L’attuale carenza normativa in un settore strategico come quello del lobbying, infatti, non aiuta a cristallizzare delle regole comportamentali, con il risultato che il tutto viene delegato al buon senso ed all’etica individuale del lobbista e dei rappresentanti istituzionali.

E nell’attuale deserto legislativo sono proprio operatori nel settore dei public affairs a chiedere a gran voce che la materia venga finalmente disciplinata.

L’obiettivo primario è quello superare definitivamente da quella “zona grigia” in cui attualmente si trovano i lobbisti italici: stabilire delle chiare regole del gioco renderebbe più trasparente l’attività di relazioni istituzionali e la presenza di idonei riferimenti normativi probabilmente ridurrebbe anche il rischio di “incidenti di percorso”, si chiamino essi scandali mediatici o inchieste giudiziarie.

La necessità di regolare il settore del lobbying e dei public affairs è stata al centro di un convegno organizzato a Roma presso la Camera dei Deputati dall’associazione “Il Chiostro” , che raggruppa i principali professionisti del settore: a margine del convegno alcuni deputati, nel corso dei loro interventi, hanno però ribadito che il tema non è contemplato nell’agenda parlamentare dei prossimi mesi.

Si delinea, pertanto, uno scenario che non lascia presagire, almeno in tempi brevi, alcuna novità di rilievo.

Eppure il parlamento, negli ultimi anni, con ben 25 disegni di legge ha cercato, invano, di disciplinare la materia. Nel corso della penultima legislatura, l’ex ministro Santagata ha presentato un disegno di legge che, tra luci ed ombre, intendeva stabilire delle regole nel settore, con la creazione anche del “registro pubblico dei rappresentanti di interessi particolari” presso il Cnel. La fine anticipata della legislatura – purtroppo- ha imposto un repentino stop a questo disegno di legge e, anche se nella corrente legislatura sono stati presentati numerosi disegni di legge sul tema, purtroppo giacciono arenati in Parlamento.

Il discorso è invece diverso a livello regionale: alcune regioni, come la Toscana ed il Molise, hanno disciplinato la materia, ed altre si stanno attrezzando in questo senso.

L’esigenza avvertita da più parti è quella di uscire dall’attuale situazione di limbo normativo, che non fa bene a nessuno, né ai lobbisti né ai rappresentanti istituzionali.

L’auspicio è che il legislatore, in tempi ragionevolmente brevi, compia uno sforzo per disciplinare l’attività dei lobbisti: la presenza di “regole” certe servirà a stabilire dei percorsi comportamentali certi e, si spera,a garantire sempre maggiore trasparenza nell’attività di lobbying e di public affairs.

Stefano Massa

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