Il PD forma la nuova Classe Democratica

“Fare politica significa mantenere vive le aspettative dei più piccoli, dei più deboli. Significa essere degni dello ‘spirito gentile’ di una Nazione. Questo è il senso profondo della comunità del PD, il senso profondo di questo esperimento di formazione che oggi iniziamo insieme a voi  e, quello, che deve essere il senso profondo del vostro impegno”. Con queste parole e, dopo aver mostrato alla sala l’intenso discorso che Obama tenne in memoria delle vittime della strage di Tucson  – Arizona (sei morti, tra cui Christina, di soli 9 anni) nel gennaio del 2011, Matteo Renzi ha chiuso domenica  pomeriggio la prima due giorni di Classe Democratica, la scuola di formazione del Pd che, al ritmo di due weekend al mese, terrà impegnati quasi quattrocento ragazzi under 35, provenienti da tutta Italia, sino a fine Aprile.

Lo schema è semplice. Il Partito Democratico riprende un’attività fondamentale che, da troppo tempo, le forze politiche non fanno più, lavorare, cioè, alla formazione delle future classi dirigenti e, per farlo,  mette la sua storia a disposizione dei suoi giovani. Veltroni, Cuperlo, Castagnetti, Turco, insieme con il professor Melloni, storico e studioso di storia del cristianesimo, in questo primo appuntamento hanno parlato delle proprie esperienze, del loro percorso e delle loro scelte condividendo analisi e ragionamenti politici e culturali, per poi interloquire con la sala in un botta e risposta finale.

Difficile approfondire qui, in poche righe, i tanti argomenti discussi nel corso della due giorni, ma ci provo.  E’ possibile citare Veltroni, che ha dato il via alle lezioni affrontando il tema dell’identità democratica, della passione che spinge all’impegno politico e del rapporto tra profondità e velocità come la più importante questione politica del nostro tempo. È poi toccato a Cuperlo che, dopo aver scherzato sull’insostituibile riposino postprandiale (ha preso la parola intorno alle due del pomeriggio), ha affrontato l’enorme questione della redistribuzione delle risorse, parlando anche di Europa. E poi, Pierluigi Castagnetti, che ha approfondito la problematica della forma partito in una società come quella contemporanea in cui i corpi intermedi tradizionali vivono una profonda crisi di rappresentanza. Domenica mattina ha, invece, iniziato la giornata il Prof Melloni che, quasi imbarazzato dagli applausi tributatigli (“ragazzi, sono un professore, vi ringrazio ma così perdo il filo”), ha spiegato con grande chiarezza il passaggio vissuto recentemente dalla Chiesa cattolica: dal “ruinismo” alla visione del rapporto con la politica di Papa Francesco. Infine, prima della chiusura del Premier, molto apprezzata anche la lezione della Turco che, con un appassionato intervento, ha affrontato la tematica delle politiche sociali e dell’assistenza sanitaria, questioni delle quali si è occupata anche in veste di Ministro.

Ma la scuola, si sa, non è solo studio: è, anche, socialità. Sabato sera, tutti al Nazareno, la sede nazionale del Pd, per una festa di benvenuto organizzata tra la sala dove si riunisce la direzione nazionale del partito, e la famosa terrazza (dove venne girato il tristemente noto video “lo smacchiamo”), divenuto, suo malgrado, un simbolo di come non si fa comunicazione politica.  Lì, tra il buffet e la musica, tra selfie con l’applauditissimo “Preside” di Classe Democratica Andrea De Maria (Deputato PD e Responsabile della formazione, che insieme ai ragazzi dell’organizzazione ha fatto un gran lavoro nel mettere in piedi un iniziativa di queste dimensioni), tra un saluto del neo sottosegretario alla Giustizia Migliore e della responsabile Mezzogiorno a Covello, gli studenti hanno potuto conoscersi, confrontare le proprie esperienze,  fare network  e,  perché no, divertirsi.

Il giorno dopo, all’uscita dalla sala conferenze dell’hotel Roma Life, due passi da Piazza della Repubblica, dove si sono tenute le lezioni, diversi giornalisti hanno fermato i ragazzi per chiedere impressioni e commenti sul weekend di formazione. Tra questi,  ho sentito una ragazza rispondere così: “qual è stata la cosa migliore di questi due giorni? Che non finiscono qui”.

Il prossimo incontro è previsto per il 27-28 febbraio. E’ possibile seguire la diretta sul sito del PD e su quello de l’Unità

Alessandro Fiorenza 

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